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HOW COSMOPOLITAN ARE YOU?

cop1.jpg“Women migration without frustration” è stato il titolo dello scambio giovanile svoltosi in Danimarca e, nello specifico, nella coloratissima Copenaghen dal 28 gennaio sino al 6 febbraio. Uno scambio che ha visto come protagonista principale la migrazione e, di conseguenza, tutte le attività svolte erano indirizzate a scoprire ed analizzare sempre più delle sue mille sfaccettature. Appena arrivate abbiamo conosciuto i diversi gruppi di partecipanti provenienti da Svezia, Germania e Serbia e da subito abbiamo notato che molti di loro avevano anche altre origini (turche, russe, slovacche, olandesi, finlandesi, ecc…). Questo è stato un aspetto molto significativo per il progetto, che ha notevolmente aumentato non solo le diverse prospettive degli argomenti approfonditi ma soprattutto le diverse esperienze che sono state condivise con tutti gli altri partecipanti; esperienze utilizzate come punti di partenza dei nostri dibattiti e che ci hanno permesso di metterci persino nei loro panni. Inoltre, durante quei giorni, abbiamo analizzato nello specifico le varie differenze tra i termini “migrante”, “richiedente d’asilo” e “rifugiato”, le differenze di genere nell’ambito della migrazione e quali potrebbero essere i migliori modi di integrazione che i diversi Paesi possono adottare. In aggiunta le differenti posizioni geografiche dei vari Paesi e i rispettivi ordinamenti giuridici sono solo due dei principali ambiti che influenzano in maniera rilevante la gestione dei flussi migratori. In aggiunta abbiamo notato quanto i media influenzino in maniera smisurata tutte le informazioni relative alla migrazione, all’accoglienza e all’integrazione, dando una visione del tutto distorta della realtà e plasmando le menti di molti cittadini.

Ovviamente, come in ogni scambio, sono state organizzate le varie serate interculturalicop2 nelle quali ogni Paese è stato presentato attraverso danze, cibi, quiz e video. Serate che si sono rivelate una perfetta combinazione tra ciò che c’è di più tipico in un Paese e ciò che, seppur avendo radici altrove, completava in maniera impeccabile la serata.

cop3Quello che più ha unito i partecipanti in questo scambio è stato inevitabilmente la diversità, che come abbiamo potuto vivere durante quei giorni è realmente qualcosa che accomuna tutti, indipendentemente da etnia, religione, orientamento politico e sessuale, lingua ed opinione. Di conseguenza è necessario che tutti gli esseri umani accettino la diversità, seppur talvolta offra prospettive del tutto difformi dalle proprie, ma senza ombra di dubbio è necessario che venga valorizzata al meglio al fine di un arricchimento personale e soprattutto un arricchimento da vero “cosmopolita”.

 

Angela Sollecito

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